martedì 22 aprile 2014

Gabbie invisibili.

18 anni e non sentirli, una vita davanti. Ho sempre cercato, in questi diciotto anni, dove fosse il problema tra me e la gente, quello stesso problema in grado di rovinarmi l'esistenza senza un'evidente motivo apparente, un problema in grado di togliermi il sonno e di farmi star male, male da morire. Ho sempre cercato questo problema all'esterno, sforzandomi di vederlo come la mancanza di un qualcosa, di determinate amicizie o di una figura femminile in grado di amarmi, attribuendo a questa 'mancanza' la ragione di tutte le mie sofferenze. Ho fatto di tutto in questi anni: bicicletta, calcio, pallavolo, ho baciato senza volerlo,ho studiato, mi sono lasciato andare, mi sono divertito, ho bevuto, ho fumato, ci ho provato con diverse ragazze, mi sono sentito solo, sono stato scaricato, ho abbandonato amici che non se lo meritavano e io stesso sono stato abbandonato, ho pianto, ho riso, ho visto mio nonno morire, ho fatto cazzate per poi pentirmene, ho fatto passare ai miei le pene dell'inferno, ho meditato il suicidio per poi sentirmi una merda, ho preso per culo e sono stato preso per culo, ho odiato, ho voluto bene, ma una cosa è certa: non ho mai amato. Quando credevo di averlo fatto era pura e semplice ossessione: quella ragazza la dovevo avere con me perchè dovevo dimostrare a me stesso e agli altri di essere qualcuno, di essere forte: non perchè amavo. No: non ho mai amato, a diciotto anni non ho mai amato.
Ecco dove sta il problema: semplicemente, solo ora scopro di non saper conoscere nemmeno me stesso e ciò che voglio. Una canzone stupida e forse da dementi dice:

-Sono mesi che stai cavalcando. Dimmi, dove andrai?
-Nord, sud, ovest, est. E forse quel che cerco neanche c'è. Starò cercando lei o forse me?

La risposta ce l'ho in testa: sto cercando me stesso ancora. E tutti quei sentimenti così ossessivi ed effimeri sono la pura dimostrazione che ancora non so nemmeno chi essere. Non si può cercare un qualcosa di esterno senza nemmeno sapere ciò che abbiamo dentro, e per scoprire chi siamo dobbiamo abbattere quelle gabbie invisibili che ci impediscono di essere noi stessi ogni giorno. Esatto: le gabbie invisibili, che noi non vediamo ma sentiamo ogni qual volta abbiamo paura di vivere la nostra vita a pieno.
E' ora di rompere queste gabbie, alzarsi la mattina, sorridere e dire:'Beh, sono ancora qui. Voglio chiedere scusa? Lo faccio. Voglio dire qualcosa a qualcuno? Lo faccio. Voglio pizza stasera a cena? La compro.'
Smettiamola di aver paura di noi stessi e iniziamo ad amarci, che non fa mai male.


F.P.