Due ali di vento, mosse da un condizionatore, muovono i miei capelli ed i miei pensieri, trovando un ragazzo smarrito e perso sempre più. La voce di Chris Martin, solista dei Coldplay, a farmi compagnia con quegli accordi di re minore, si bemolle maggiore, fa maggiore, do maggiore: gli accordi di The Scientist. Un mucchio di vestiti ammucchiati l'uno sull'altro, senza un senso, senza una direzione, senza un verso, quasi come se questi vestiti volessero rappresentare un po' tutti i fatti della mia vita.
La mia voce stridula tenta di cantare quella canzone, così bella e resa magnifica dalla voce di quel cantante, e mentre tanti brividi corrono tra la mia schiena i miei occhi si illuminano ed il mio naso si inumidisce. Provo a pensare dentro questa maliconia così forte e così grande se qualcosa, nella mia vita, abbia mai avuto un senso, e continuo a non trovare nulla che ne abbia avuto anche solo un minimo. La mia testa vaga, vuota, in quel mondo dove io mi ritrovo, a sognare una vita migliore e, forse, un briciolo di felicità. Quella stessa felicità che io non riesco a trovare, quella felicità che io cerco nel tentare di andare d'accordo con tutti, e incontra la mia infelicità, quella che nasce e cresce continuamente dentro di me, senza trovare un qualcosa in grado di poterla bloccare, quella causata da tanta voglia di essere me stesso per davvero e nel non riuscirci. Mi chiedo se l'errore sia dentro me o tra la gente che mi circonda, senza trovare neanche una minima risposta in grado di chiarire, almeno per il momento, la confusione che in questi momenti aleggia per la mia testa.
'Il senso della vita è quello di meritarsi ciò che si ottiene, accettando la fatica ed imparando dalle sconfitte'. Con queste parole una delle pietre miliari della mia vita definiva ciò che io da sempre sto cercando dentro e fuori me, senza mai trovarlo: il senso di questa mia fottuta vita. Se è vero che mi merito ciò che sto ottenendo, allora vaffanculo tutto, la mia vita è destinata ad essere un totale fallimento, pur accettando la fatica che ogni giorno diventa sempre più grande e pur imparando dalle sconfitte, le uniche certezze della mia esistenza.
Senza un appiglio, senza una direzione, senza un verso, vagheggio nel vuoto cercando un qualcosa che non riesco a trovare, disperandomi, perdendo fiducia in ciò che sono, in ciò che ero e sopratutto, in ciò che sarò, senza nessuna pietà. Mi chiedo perché nessuno provi a darmi fiducia, mi chiedo perché nessuno provi a darmi quel fottuto 'di più' in grado di rendere la mia vita migliore e, forse, di darle un senso. Ma, sopratutto, mi chiedo chi sono, perché sono qui a pensare queste cose, dove, quando, e sopratutto chi abbia programmato tutto ciò.
E nel mentre che la mia mente vagheggia, i miei pensieri fanno a pugni dentro di me e la malinconia sembra aver preso il sopravento nel mio corpo e nella mia anima, due ali di vento, mosse da un condizionatore, muovono i miei capelli ed i miei pensieri, trovando un ragazzo smarrito e perso sempre più.
Nessun commento:
Posta un commento