A volte, nella tua vita, ti capita di incontrare e trascorrere giornate strane. Giornate dove tutto sembra fatto e architettato per andare al meglio ma invece, quel 'andare al meglio' non esiste. Giornate dove tutto dovrebbe filare liscio e scorrevole, ma tutto finisce per trasformarsi in un qualcosa di duro, pesante. Non sono le classiche 'giornate no', sono giornate strane. Giornate fatte a modo loro.
Dovresti divertirti, perché lo scopo reale di quella giornata è, per l'appunto, il divertimento, e forse lo fai. Ma ogni pensiero, ogni mossa, ogni movimento viene condizionato da lui: il tuo desiderio. Un desiderio grande, forte, doloroso, in grado di toglierti il sonno e la fame, in grado di farti versare più lacrime che sudore, in grado di rovinarti le giornate, queste giornate, apparentemente belle ma che lentamente si trasformano in un incubo. Un incubo vero, un incubo tremendo. Un incubo perenne.
Il tuo desiderio ha un nome: Lei. Lei è la ragazza più bella del mondo ed ogni suo gesto, parola, modo di fare condiziona il tuo. Lei tiene a te, ma in un modo suo, non di certo il modo con il quale tu tieni a lei. Lei ha Altro per la testa, e di conseguenza anche Altro condiziona i tuoi pensieri e le tue giornate. Altro è più forte di te, e attira tutte le attenzioni di Lei, nonostante i suoi atteggiamenti siano da stronzo, da coglione. Lei vuole Altro e tu vuoi Lei: si sa che, nella vita, funziona sempre così. Daresti fior di quattrini per essere al posto di Altro, ma non puoi.
Tu vuoi Lei. Vuoi Lei e basta. Non riesci a guardare più una ragazza, non riesci ad essere più te stesso: vuoi Lei e basta. Non ti interessa avere amici, non ti interessa niente: se hai Lei hai tutto. Non ti piace più nessun'altro: vuoi Lei, solo Lei. Ma sai bene che, oltre al fatto che Lei non può ricambiare il tuo amore, non puoi neanche più insistere: il rapporto tra te e Lei è troppo logorato per esser messo a contatto con i tuoi sentimenti. Non puoi fare più nulla, solo arrenderti. E soffrire: in silenzio, da solo, senza pietà né cavalleria, senza avere nessuno che ti venga a tirar fuori dalla montagna di merda dove tu ti trovi, senza avere nessuno in grado di aiutarti. Solo, in una montagna di merda. Solo, in silenzio. Solo.
Urli: di disperazione, di rabbia, di malinconia. Urli perché vuoi rompere il silenzio ed iniziare ad amare, urli perché vuoi essere te stesso, urli perché vuoi vivere la tua vita e non mascherare i tuoi sentimenti, sotterrandoli dentro una montagna di merda. Ma, per quanti sforzi tu possa fare, non ce la fai.
E finisci per vivere queste giornate: giornate costruite per essere felici ma che in realtà diventano covo dei tuoi pensieri, fatte per essere vissute da te stesso ma che finiscono per essere vissute dai tuoi pensieri, giornate che dovrebbero essere piene ma diventano vuote. Giornate un po' così.
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